Quale acqua bere: il residuo fisso giusto per età e condizioni di salute

Qual è l'acqua giusta per un bambino piccolo?

Spesso si pensa che esista l’acqua – una sola e insostituibile – migliore da bere per tutti. Quella che, per intenderci, puoi usare per dimagrire, per il reflusso, i calcoli renali e a qualsiasi età. Complici di questa “credenza” sono probabilmente le semplificazioni pubblicitarie, che – per vendere un prodotto – ci portano a pensare che quello sia proprio l’elisir di lunga vita.

Purtroppo la questione è un po’ più complicata e non esiste una sola acqua che sia ideale per tutti i tipi umani. Bisogna invece considerare l’età del soggetto, la presenza di patologie, le condizioni fisiche specifiche, etc. Ma andiamo con ordine.


L’acqua giusta per età
Per condizioni fisiche
Per condizioni di salute


L’acqua giusta in base all’età

Neonati | Bambini | Adulti | Anziani

L’acqua per neonati

La nascita di un bambino convince anche i genitori che bevono volentieri dal rubinetto ad acquistare le costose bottiglie d’acqua per bambini. Spesso è lo stesso pediatra a suggerire di acquistare un’acqua minimamente mineralizzata, sia per non aggiungere ulteriori minerali a quelli già presenti nel latte materno o in polvere, sia perché i reni del piccolo, anche dal quarto mese d’età, non sono ancora del tutto formati. Se il pediatra dà questa indicazione, consigliamo ovviamente di seguirla, ma bisogna anche precisare che, secondo diverse fonti, non è necessario ricorrere ad un’acqua con poco calcio, perché – spiega il pediatra Vincenzo Calia a Wired – “I reni ancora in formazione dei bambini molto piccoli potrebbero, semmai, essere affaticati da altri elementi, come le proteine e l’urea, ma non certo dai normali elettroliti comunemente presenti nell’acqua potabile, che sono totalmente ininfluenti”.

Bambini

Quando il bambino è cresciuto, il suo bisogno di minerali non differisce molto da quello di un adulto. La formazione dei reni non suggerisce più l’uso di un’acqua oligominerale. Anzi, l’apporto di calcio, sodio e magnesio diventa importante proprio in funzione del dinamismo del giovane. Insomma, un’acqua mediamente mineralizzata è in generale quella più adatta per bambini e adolescenti.

Adulti

In genere un’acqua mediamente mineralizzati si addice alle condizioni fisiche dell’adulto. Va detto che comunque qui è fondamentale valutare lo stile di vita, le condizioni fisiche in generale e lo stato di salute.

Anziani

Con la terza età comincia progressivamente la perdita di massa ossea, per cui l’acqua migliore è quella ricca di minerali. Va da sé che quest’età può portare patologie che invece possono imporre altre qualità di acqua, anche oligominerali. In tal caso il medico curante può decidere di combattere la riduzione della massa ossea con una dieta particolare, facendo invece bere un’acqua con un residuo fisso basso.

Quale acqua per condizioni fisiche e stili di vita

Donne in gravidanza | In menopausa | Sportivi

Donne in gravidanza

Nel corso della gravidanza cresce il bisogno di calcio, per un’acqua calcica risulta ideale per le donne in gravidanza. Per quanto riguarda le altre caratteristiche dell’acqua, la situazione cambia anche in base ai sintomi correlati alla dolce attesa. Se ad esempio si soffre di acidità gastrica, una buona presenza di bicarbonato può aiutare a tamponare questa sensazione di bruciore. Lo stesso dicasi per il pH, che dovrebbe essere leggermente acido (5,7-6,5) nel caso in cui si dovesse soffrire di digestione lenta. Di certo il residuo fisso dovrebbe essere quello tipico di un’oligominarale (150-250 mg/l), salvo una tendenza alla ritenzione idrica.

Donne in menopausa

L’acqua da preferire in menopausa è ricca di calcio e di magnesio. In questa fase della vita, c’è il rischio che si vada incontro all’osteoporosi e un modo per prevenire e contrastare questa patologia è proprio far ricorso ad acque calciche e magnesiche. È inoltre possibile che la menopausa porti anche lievi problemi cardiovascolari, nel qual caso l’ideale sarebbe bere un’acqua che, assieme alle caratteristiche precedenti, sia anche “solfata”. In ogni caso, salvo casi particolari, il residuo fisso dovrebbe essere quello di una mediominerale (250-700 mg/l).

Sportivi

Lo sportivo è soggetto a disidratazione e perdita di sali minerali, per cui l’acqua che deve assumere è una mediominerale (500-1.000 mg/l) che si colloca, a seconda dei quasi, sul limite delle minerali. Tra i diversi sali che lo sportivo deve reintegrare, ricordiamo sopratutto potassio, magnesio, calcio e ferro.

Quale acqua bere per patologie

L’abbiamo detto in più punti e vale la pena ricordarlo a maggior ragione qui: l’acqua giusta la decide prima di tutto il medico curante. Qui vogliamo dare indicazioni di massima e nulla più. Soprattutto le patologie vanno trattate solo dopo diagnosi e seguendo una cura. La complessità di un organismo e le sue disfunzioni non si risolvono solo bevendo l’acqua giusta… per quanto possa essere importante bere alla “fonte” giusta!

Ipertensione | Ipotensione | Calcoli renali | Cistite | Gotta | Stitichezza

L’acqua da bere in caso di pressione alta

Come noto, la prima indicazione utile per chi soffre di ipertensione è di bere tanto. In secondo luogo, dal momento che il sodio è una delle cause dell’innalzamento della pressione, si deve avere cura di assumere acqua iposodica. Bisogna tuttavia aggiungere che, secondo recenti studi, magnesio e calcio hanno effetti positivi sulla pressione sanguigna sistolica. In tal caso l’acqua ideale dovrebbe essere povera di sodio e ricca di calcio e magnesio, mentre di solito un’acqua mediamente mineralizzata è ricca di tutt’e tre gli elementi. In tal caso per abbassare la pressione conviene probabilmente – rifatevi sempre alle indicazioni del medico curante – ricorrere a un’acqua oligominerale (con un residuo fisso compreso tra 80 e 200 mg/L).

Pressione bassa

Chi soffre di pressione bassa non dovrebbe bere acqua minimamente mineralizzata ed eccessivamente diuretica. Un’acqua con un residuo fisso medio (ad es. 500 mg/L), viceversa, dà il supporto di minerali necessario a chi soffre di pressione bassa.

L’acqua giusta per pulire i reni

In genere l’interrogativo di come “pulire” i reni va di pari passo con quello di chi, soffrendo di calcoli renali, vuole sapere come prevenirli attraverso l’acqua. Da qui la moda di assumere tipologie di acqua con un residuo fisso basso, nella convinzione che la cosiddetta “renella” siano i sali minerali dell’acqua che si solidificano. In realtà gli studi evidenziano semmai l’opposto, ossia che una ricchezza di calcio e bicarbonato può addirittura prevenire la formazione dei calcoli renali. L’acqua giusta, dunque, è una mediominerale normocalcica.

Acqua e cistite

La presenza di cistite porta a interrogarsi su quanta acqua assumere. Ebbene, non esiste una sola risposta e dipende in realtà dalla presenza, insieme all’infezione in questo caso dipende in realtà dalla presenza o meno di febbre (che può suggerire di bere un po’ di più). Circa le caratteristiche dell’acqua, in genere se ne suggerisce una con un residuo fisso basso… tuttavia meglio rivolgersi sempre prima al proprio medico curante.

Gotta

Come per l’iperuricemia, di cui la gotta rappresenta la forma acuta, si suggerisce in genere di assumere acqua con un residuo fisso basso, ma – soprattutto – poco alcaline. L’ideale sarebbe dunque un’acqua oligominerale con un pH compreso tra 6,6 e 7,5.

Stitichezza e acqua

Solfati e magnesio possono avere una funzione lassativa se contenuti in quantità considerevoli nell’acqua. Va precisato che queste tipologie di acqua hanno in genere un residuo fisso da minerale, che può essere bevuta da molti, ma non da tutti (si pensi a chi soffre, ad esempio, di ipertensione). Insomma, prima di decidere di bere, vita natural durante, acqua minerale, meglio rivolgersi al proprio medico curante.

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