Bonus depuratori 2021: chi ne beneficia e come

bottiglia d'acqua con gocce volanti

La Legge di bilancio 2021, accogliendo la necessità di investire in settori strategici per il futuro del paese, contiene una serie di disposizioni riguardanti la cosiddetta “green economy” (ecobonus, promozione dell’elettrico, etc.). Tra queste, c’è la lotta alla produzione della plastica e, quindi, l’incoraggiamento a non acquistare più l’acqua in bottiglia, ma a rifornirsi direttamente da quella di rubinetto. Per fare ciò, privati e aziende possono beneficiare del bonus depuratori, ossia una “restituzione” del 50% del valore del dispositivo in forma di credito d’imposta. Entriamo nel dettaglio.

Chi ne beneficia e per cosa | Quanto vale il bonus | Come si ottiene

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Requisiti per il bonus idrico

Soggetti. Ciò a cui si punta è la riduzione della produzione di plastica, applicata ad un bene – l’acqua – che è consumato da tutti. Per questo motivo il bonus idrico si rivolge sia a privati che aziende. Il dispositivo può essere installato tanto in casa, quanto in ufficio o al ristorante. Per intendersi, possono beneficiare dell’agevolazione:

  • Famiglie,
  • Professionisti, uffici e partite IVA in generale,
  • Locali aperti al pubblico, quali bar, ristoranti, pizzerie, etc.
  • Enti non commerciali.

Ciò che cambia, come vedremo oltre, è l’importo del bonus.

Dispositivi. A differenza del testo che circolava in occasione del Decreto rilancio, in questo caso si parla esclusivamente di sistemi di filtraggio dell’acqua, raffreddamento e aggiunta di anidride carbonica alimentare E290. Oggetto del bonus, dunque, sono depuratori, filtri e determinate tipologie di rubinetti. Non vi rientrano, dunque, gli addolcitori, ma è ampia l’inclusione dei purificatori. Sono oggetti del bonus non solo quello classico che “pulisce” l’acqua, ma anche quelli che la raffredda e quello che la rende frizzante. La categoria, dunque, si estende dai purificatori ai frigogasatori, sia domestici che commerciali.

Importo del bonus

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Le risorse stanziate per il biennio 2021-22 è di 10 milioni di euro, da distribuire attraverso un credito di imposta del 50% della spesa. Ciò vuol dire che, ad esempio, se un bar spende 4.000 euro, l’Agenzia delle entrate avrà un debito di 2.000 euro nei confronti del locale (vedremo successivamente come sarà “onorato”).

L’agevolazione è del 50% per tutti, ma fino ad un massimo di 500 euro per i privati e di 2.500 euro per le partite IVA (quindi per spese, rispettivamente, di massimo 1.000 e 5.000 euro).

Come si riceve il “rimborso”

Su questo aspetto, dovrebbero giungere chiarimenti a giorni (inizio febbraio 2021) da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ciò che è certo, è che il bonus idrico è un credito d’imposta, non una detrazione. Ciò agevola l’acquirente, perché, mentre la seconda può essere rimborsata soltanto sulle imposte sul reddito, la seconda può essere compensata anche attraverso altri contributi o, addirittura, può essere ceduta a terzi.

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Si prevede inoltre una comunicazione all’ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – che necessita di dati, proprio per poter valutare l’impatto dell’agevolazione fiscale sull’ambiente. Si chiamano, del resto, “agevolazioni fiscali”, ma si possono tradurre in benefici per la salute propria e dell’ambiente.

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