6 bufale sull’acqua a cui credi (o hai creduto) anche tu

bambina con faccia inquisitoria

La trasparenza è una qualità naturale dell’acqua. Peccato non possa dirsi lo stesso delle tante voci che la riguardano. Voci, non notizie, perché a chiamarle così si insulterebbe l’informazione veritiera. Meglio quindi parlare di bufale o di fake news, se si preferisce utilizzare un termine anglosassone. Infondate e ingannevoli, queste panzane investono ogni profilo del dibattito sull’acqua. In alcuni casi sono inoffensive; in altri ben più pericolose e vanno perciò arginate. Compito che deve essere svolto molto di frequente e su svariati fronti, quando si parla del liquido che sgorga dai nostri rubinetti. Un tema, questo, che sembra essere particolarmente caro ai professionisti della disinformazione, i quali vorrebbero intorbidire – seppur soltanto metaforicamente – qualcosa che, per sua stessa natura, non lo è. Dalla messa in discussione della potabilità ai rischi relativi all’installazione di un addolcitore; dal millantato rischio legionellosi a quello renella. Svariate, talvolta assurde, sono – come vedremo a breve – le falsità riguardanti l’acqua.

L’addolcitore è pericoloso per la salute

Come spesso accade, anche in questo caso la menzogna prende avvio da una imprecisa conoscenza dei fatti. La bufala si basa infatti sull’errata convinzione che l’addolcitore privi l’acqua dei sali minerali, fondamentali per il nostro benessere. La realtà, però, è tutt’altra. Installare un addolcitore significa disporre di un dispositivo che riduce la presenza di calcare nell’acqua, rendendola meno dura e quindi più idonea a garantire longevità agli impianti idrici e agli elettrodomestici. Grazie a questa apparecchiatura si potrà beneficiare di un’acqua più dolce, ma non necessariamente priva di sali minerali. La presenza di queste sostanze sarà infatti garantita dalla professionalità del personale tecnico che procederà all’installazione e che, tarando adeguatamente i filtri, consentirà a famiglie e lavoratori di godere di sorsate rinfrescanti e al contempo nutrienti. In più, è possibile stabilire più vie e fare in modo che l’acqua destinata agli elettrodomestici sia addolcita, mentre quella per l’uso alimentare non lo sia affatto.

Il calcare mette in pericolo i reni

Questa fandonia mostra tutta la sua inconsistenza se comparata all’evoluzione della medicina, che ha dimostrato la non imputabilità a magnesio e calcio della formazione della renella. Caso diverso è quello di un’acqua eccessivamente dura (come tale intesa quella oltre il limite di 50° F) che però è estremamente rara. Inoltre, a dare sicurezza ai consumatori è anche la legge, la quale indica chiaramente che il calcare non minaccia la salute se la sua percentuale non eccede i parametri di potabilità dell’acqua. In definitiva, sgombrando il campo dal terrorismo psicologico che alimenta timori infondati, si può dire che le reti idriche offrono la possibilità di bevute che non danneggiano i nostri reni. Altro discorso, però, è la conseguenza del calcare sulla salute dei nostri elettrodomestici…

Posso contrarre la legionellosi bevendo acqua

Quando si parla di malattie, fondamentale è la conoscenza della realtà dei fatti. Come nel caso della Legionella, un agente patogeno capace di generare la legionellosi. È vero che questa patologia può essere contratta bevendo un bicchier d’acqua? Nulla di più falso. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che l’infezione si contrae unicamente mediante inalazione delle goccioline di aerosol a carica batterica, non anche ingerendo acqua contaminata. Contaminazione per giunta del tutto esclusa dal fatto che dai nostri rubinetti sgorga un liquido non soltanto depurato, ma anche sottoposto ad accertamenti periodici tesi a escludere la presenza di virus e batteri.

L’acqua frizzante ingrassa

Qui i promotori delle fake news si sono scatenati, calando addirittura un pokerissimo:

  1. Fa ingrassare: non esistono supporti scientifici riguardo la tesi che vuole l’acqua effervescente più calorica di quella liscia. Pertanto, chi desidera berla può farlo tranquillamente, senza temere il verdetto della bilancia;
  2. Gonfia la pancia: si tratta di una sensazione momentanea, dovuta all’anidride carbonica che svanisce in seguito all’espulsione di tale gas dal corpo. Inoltre, la CO2 agevola il processo digestivo e aiuta a mangiare meno, inducendo un maggior senso di sazietà L’unica avvertenza riguarda chi soffre di gastrite o meteorismo, fastidi che inducono a preferire l’acqua liscia;
  3. Rovina i denti: credenza basata sull’erronea convinzione che l’anidride carbonica possa alterare il pH della saliva e, conseguentemente, far aumentare i rischi per lo smalto dei denti. Si tratta di una notizia falsa: l’anidride carbonica non corrode lo smalto, al contrario di quanto possa fare una scarsa igiene dentale;
  4. Favorisce la ritenzione idrica: altra bugia, che prende spunto dall’assurda convinzione che la frizzantezza sia data dall’immissione di sodio. L’unica sostanza aggiunta è l’anidride carbonica, restando inalterate le percentuali delle altre sostanze disciolte;
  5. Non disseta: con la presunzione di chi vuole aver ragione, i fautori di questa bufala dimenticano quanto importante sia l’aspetto psicologico, che determina le nostre scelte e i nostri gusti anche a tavola. La si può apprezzare o meno, ma è innegabile che l’effervescenza solletica le papille gustative, il che si traduce in una più immediata sensazione dissetante.

L’acqua di rubinetto non è potabile

Anche qui, la bufala sorge da una verità parziale. Gli italiani pensano che l’acqua degli acquedotti non sia potabile, tanto che il consumo annuo di acqua imbottigliata pone il Belpaese al primo posto in Europa e al secondo a livello mondiale, alle spalle del Messico. Eppure disponiamo di un’acqua qualitativamente apprezzabile, stando a quanto stabilito dallo stato con il d.lgs. n.31/01, il quale fissa i parametri di potabilità che ne assicurano la non contaminazione. Il punto, semmai, è un altro. Ciò che potrebbe far sorgere i dubbi non dovrebbe essere tanto l’acqua che porta dagli impianti di trattamento ai nostri palazzi, quanto le condutture condominiali e domestiche, che non sono sottoposte a controlli apprezzabili. Ciò detto, però, l’acqua fornita dagli enti erogatori del servizio è potabile fino al condominio.

L’acqua di rubinetto non può contenere patogeni

Come si diceva, l’assenza di patogeni è assicurata soltanto fino all’attacco idrico dell’edificio. Ciò in quanto l’acqua della rete urbana è dapprima depurata, poi sottoposta a un trattamento a base di cloro (che, utilizzato nei limiti previsti dalla legge, non è nocivo) in seguito al quale è reso possibile l’utilizzo a scopi alimentari. Ma cosa succede quando l’acqua arriva nelle tubature della nostra abitazione? Qui le garanzie fornite precedentemente non possono essere date per scontate. Tutto dipende dallo stato di salute dei nostri impianti idrici. Basterebbe infatti un accumulo di calcare per far sì che l’acqua diventi veicolo di patogeni e metta così a repentaglio la salute umana. Ipotesi possibile, dal momento che la superficie delle particelle di calcare è irregolare, e su di essa possono annidarsi i microrganismi. In definitiva, tutto sta nella manutenzione che dedichiamo alle nostre condutture.
Quanto detto, nel suo insieme, permette di capire l’importanza nevralgica della consapevolezza. Essa aiuta a sorseggiare tranquillamente, non certo a bersi le fake news.

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