Frigogasatore o refrigeratore? Questo e altri dubbi frequenti nel settore

Può capitare di perdersi tra i meandri del linguaggio tecnico, quando si parla di impianti per il trattamento dell’acqua potabile. Depuratore, addolcitore, frigogasatore, purificatore; nomi diversi a cui corrispondono funzioni differenti. A cosa servono? Qual è la loro utilità? Definizioni, scopi e interrogativi che, nel loro insieme, potrebbero confondere chi non ha dimestichezza con il tema e si affaccia con curiosa inesperienza sul mercato. Messa così, la faccenda sembrerebbe un’inestricabile matassa, che però può essere dipanata molto più facilmente di quanto si possa supporre. Bastano chiarezza e semplicità; due ingredienti fondamentali non soltanto a sgombrare il campo da ogni ambiguità riguardante i sistemi di miglioramento della qualità dell’acqua, ma anche per capire quale sia il dispositivo più adatto a soddisfare le esigenze idriche di una famiglia o di un’attività commerciale.

Depuratore e frigogasatore sono diversi ma….

I grattacapi sono tanti, bisogna ammetterlo. In primis, quelli riguardanti le funzioni di questi due impianti, che presentano differenze e tratti comuni. Innanzitutto va specificato che il purificatore (nome da preferire a depuratore, in quanto più idoneo a indicarne la funzione) ha la finalità di eliminare gli agenti patogeni e inquinanti. In tal modo, dal rubinetto sgorgherà un liquido privo di sostanze nocive, perciò idoneo all’uso alimentare. Diverso – ma non del tutto – il compito svolto dal frigogasatore. Anch’esso purifica l’acqua, che viene poi refrigerata e gasata per donare alle nostre sorsate freschezza ed effervescenza (piccola specificazione: la refrigerazione è una funzione standard, mentre la carbonazione è opzionale). Errato però pensare che questo compito non possa essere svolto anche da un  purificatore. Parliamo infatti di un dispositivo modulare, al quale può essere aggiunta un’espansione destinata a garantire frizzantezza e una temperatura piacevolmente dissetante, così da renderlo sostanzialmente simile a un frigogasatore.

Frigogasatore o refrigeratore?

Come per il discorso depuratore/purificatore, anche qui siamo alle prese con due definizioni che esprimono lo stesso concetto. Entrambi i nomi designano infatti un impianto che – come accennato poc’anzi – dapprima depura l’acqua, poi la rende gradevolmente fresca e (se lo si vuole) frizzante. Allora perché utilizzare due denominazioni per un unico prodotto? La risposta sta nel servizio offerto; tale sistema di trattamento dell’acqua, infatti, consente sorsate rinfrescanti e, a seconda dei gusti, effervescenti o lisce. Pertanto, ecco che il termine refrigeratore sarà più indicato per quei dispositivi che purificano e raffreddano l’acqua senza gasarla, mentre frigogasatore esprimerà a pieno il concetto di raffreddamento ed effervescenza garantiti dall’utilizzazione del dispositivo.

Dubbi su depuratore e addolcitore

In tal caso, le perplessità di chi si accinge all’acquisto riguardano spesso le differenti funzioni dei due dispositivi. È bene fare chiarezza, ribadendo dapprima che il purificatore (alias depuratore) priva l’acqua delle sostanze nocive che possono pregiudicare il nostro benessere. Funzione più specifica è invece quella dell’addolcitore, il quale garantirà una minor durezza dell’acqua, diminuendone le percentuali di carbonati di calcio e di magnesio (che insieme formano il calcare). Meno calcare vuol dire preservare lo stato di salute degli impianti idrici e degli elettrodomestici, con effetti positivi sull’ambiente e anche sul conto in banca. Si badi però che, contrariamente a quanto spesso si vuol far credere, non è vero che un’acqua addolcita sia priva di nutrienti. Questi saranno garantiti anche laddove la durezza venga diminuita, grazie all’esperienza dei tecnici che, in fase di montaggio dell’addolcitore, regoleranno i filtri in modo tale da arginare il rischio calcare, senza però eliminare dall’acqua le sostanze fondamentali per il nostro benessere. 

Uso domestico o commerciale?

Una famiglia è interessata al frigogasatore, ma pensa che esso sia disponibile soltanto per ristoranti e bar. Un businessman pensa a un addolcitore per la sua impresa, ma suppone che esso sia destinato all’esclusivo utilizzo domestico. Errori purtroppo frequenti, basati su false convinzioni che possono danneggiare non tanto il mercato quanto soprattutto la clientela. La verità è che gli impianti per il trattamento dell’acqua potabile sono ideali per essere utilizzati sia a casa che in azienda. Lo sono non soltanto per le funzioni assicurate, utili in entrambi i contesti, ma anche per altri fattori che possono essere così riassunti:

  1. Dimensioni: parliamo di dispositivi che, in generale, non occupano molto spazio. Ciò li rende ideali per essere installati sia negli ambienti casalinghi che in quelli aziendali senza correre il rischio di creare intralcio;
  2. Tutela dell’ambiente: uno scopo che va perseguito sia in famiglia che sul lavoro, e che questi impianti permettono di raggiungere. Si pensi, come esempio, a un addolcitore: dire addio al calcare significa evitare consumi eccessivi di energia elettrica e di acqua. Scelta ecofriendly è anche quella di chi punta a un frigogasatore. Assicurando acqua purificata, fresca e frizzante, non si avrà più bisogno di comprare quella imbottigliata, aiutando così ad arginare il dilagare della plastica in mare;
  3. Economicità: anche in questo caso gli esempi aiutano a comprendere meglio la faccenda. Pensiamo a un addolcitore, la cui installazione consentirà di risparmiare sulle spese di manutenzione delle tubature e degli elettrodomestici. Inoltre, un macchinario privo di calcare consumerà meno elettricità, con benefici riscontrabili in bolletta. Benefici che si potranno godere anche scegliendo – per esempio – il frigogasatore, che mettendo a disposizione acqua frizzante e fredda farà sì che non sarà più necessario comprarla, con buona pace del portafoglio.

In definitiva, si può affermare che il mercato mette a disposizione prodotti utili, ognuno dei quali dotato di una sua specificità. Tutto sta a conoscerne le singole prerogative, per evitare così di perdersi in un bicchier d’acqua.

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