I minerali che determinano il sapore dell’acqua

acqua di rubinetto che scende

Partiamo dall’Abbiccì, ossia da quando, a scuola, ci hanno insegnato che l’acqua è inodore, incolore e insapore. Nozionismo a parte, con il tempo abbiamo imparato a valutare l’acqua proprio per le sue caratteristiche organolettiche. Senza necessariamente arrivare al caso in cui l‘acqua è marrone, sappiamo comunque bene che può essere più o meno torbida. Allo stesso tempo percepiamo in maniera netta la differenza tra l’acqua del rubinetto e quella in bottiglia, rivolta – ad esempio – ai neonati.

L’acqua dovrebbe essere insapore?

Insomma, l’acqua è inodore, incolore e insapore soltanto nel caso in cui si prende in considerazione un composto chimico formato davvero soltanto da idrogeno e ossigeno (H2O). Qualcosa che, insomma, in natura non esiste e che, soprattutto, non serve a piante e animali (essere umano compreso). L’acqua infatti deve essere nutriente e, per esserlo, deve veicolare la giusta quantità di minerali. Dal momento che i minerali “decidono” il sapore dell’acqua, questa – in realtà – ha sempre un sapore.

Non riesci a sentire alcun sapore? È abbastanza normale. L’abitudine del nostro palato a questo alimento, l’ha reso così familiare che non riusciamo a sentirne la presenza. Tuttavia basterà cambiare radicalmente tipologia di acqua, per sconvolgere il nostro palato e fargli avvertire qualcosa. Ancora non senti niente? Può dipendere ancora da due fattori: bevi acqua troppo fredda e/o fai uso eccessivo di bevande zuccherine che anestetizzano la tua bocca. Concediti una “dieta organolettica”: riduci l’uso di zuccheri e bevi a temperatura ambiente (o quasi).

Minerali e sapore dell’acqua

Il sapore dell’acqua, dunque, dipende dai minerali in essa presenti. I tre che più spesso e con maggiore impatto modificano il sapore sono cloro, magnesio e calcio.

Il cloro dà all’acqua un sapore “da medicinale”, difficile da definire, ma decisamente sgradevole. La sua influenza appare evidente soprattutto a chi beve acqua del rubinetto non trattata da un depuratore domestico. Questo minerale, come noto, viene aggiunto per potabilizzare l’acqua e di norma è sempre presente. Quando ne percepiamo il sapore, probabilmente è perché aumenta la concentrazione. Può dipendere da tanti fattori, ma spesso si tratta di “bagni di cloro” aggiuntivi imposti da lavori sulle condutture. Per legge la concentrazione del cloro dovrebbe sempre essere al di sotto di limiti specifici, per cui l’acqua dovrebbe essere comunque potabile. In questi casi, dunque, basterà versare l’acqua in una caraffa e lasciarla “riposare” circa 15 minuti per ritrovare il sapore “familiare”.

Il calcio dà all’acqua un sapore dolciastro. Particolarmente indicata per sportivi e donne in gravidanza e in menopausa, questo tipo di acqua richiede un po’ di tempo prima che il palato si abitui a un sapore apparentemente insolito.

Al magnesio, infine, va attribuita una sensazione di amarezza. Per capire a cosa ci si riferisce, bisogna pensare a quelle marche che producono linee ricche di minerali, tra i quali finisce per prevalere appunto il magnesio.

I cloruri possono dare un sapore salato, ma davvero bisogna trovare concentrazioni elevate. Un’acqua commerciale conterrà 5-20 mg/L di cloruri, mentre il sapore salato lo si comincia ad avvertire davvero (ossia in maniera sgradevole) intorno ai 150-200 mg/L.

Il sapore, in ogni caso, ci parla dell’acqua, ma non necessariamente ci dice che è malsana. Come visto altrove, esiste l’acqua giusta persona per persona, in base ad età e condizioni fisiche. Per questo motivo suggeriamo l’uso di un depuratore di acqua domestico, che non elimina i sali, ma li tiene entro i valori stabiliti dall’utente, potendo inoltre contribuire a far uscire dal rubinetto l’acqua più in sintonia con il proprio gusto e la proprie condizioni fisiche.

IDRIKA di Cristiano Di Natale
Sede Legale: Corso Europa 271/b Villaricca (Na)
C.F. DNTCST70T07F839H | P.IVA 07221161214

© IDRIKA di Cristiano Di Natale – diritti riservati

Site by web agency  Webers