10 Domande e dubbi sull’addolcitore d’acqua

punto interrogativo a rappresentazione di una pagina di FAQ

Il trattamento delle acque domestiche può rappresentare un argomento di difficile comprensione. Ciò è dovuto non solo ai tecnicismi, che hanno a che fare con la chimica e la salute del corpo, ma anche a una serie di messaggi contrastanti che lasciano il lettore confuso. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull’addolcitore d’acqua.

Addolcire e depurare sono la stessa cosa?

No. Benché siano due forme di trattamento dell’acqua, addolcimento e depurazione non sono la stessa cosa. L’addolcimento interviene esclusivamente sui bicarbonati e sul magnesio, mentre la depurazione dell’acqua interessa gli altri minerali e i patogeni. Vale a dire che un’acqua addolcita potrebbe comunque non essere depurata e, al limite, potrebbe essere addirittura non potabile. Allo stesso tempo, un’acqua depurata potrebbe continuare ad avere alte concentrazioni di calcio e magnesio. Vuoi saperne di più sull’argomento? Allora ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento sulla differenza tra addolcitori e depuratori e su come utilizzarli insieme.

A cosa serve l’addolcitore d’acqua?

L’addolcitore ha la funzione di rendere meno “dura” l’acqua, ossia di ridurre la presenza di ioni di calcio e magnesio. Perché bisognerebbe diminuire la concentrazione di questi due elementi? Ebbene, basti dire che questi sono alla base delle incrostazioni calcaree. L’addolcimento d’acqua, dunque, serve a ridurre la produzione di “calcare” intorno ai rubinetti e, soprattutto, nelle tubature e negli elettrodomestici.

Questo dispositivo, dunque, permette di allungare la vita media degli elettrodomestici in quei quartieri in cui l’acqua è particolarmente calcarea (ad esempio, qui è possibile consultare le zone con acqua dura nella città di Napoli) e ad accrescere l’efficienza di tutto il sistema di riscaldamento della casa.

Come funziona l’addolcitore?

L’addolcitore più usato è quello a scambio ionico. Il funzionamento – benché ci sia di mezzo la chimica – è semplice. Il nostro addolcitore si compone di un cabinato che contiene acqua e sale, un filtro e una bombola con le resine scambiatrici. L’acqua dura attraversa le resine e “sostituisce” gli ioni di calcio e magnesio con quelli di sodio.come funziona un addolcitore

Bere acqua addolcita fa male?

Se l’impianto è installato da un esperto, l’acqua addolcita non fa male. Il tecnico, infatti, ha le conoscenze giuste per calibrare i filtri e testare l’acqua in modo tale che essa sia a norma di legge. In questo modo, se l’acqua era potabile, resta tale. È possibile, comunque, prevedere una linea per l’acqua non trattata e lasciare quella addolcita solo per il funzionamento degli elettrodomestici.

Quanto è grande un addolcitore?

Dipende dalle necessità. Un addolcitore domestico non ha capienza minore dei 7 e difficilmente va oltre i 50 litri (e ci sono ovviamente tutte le misure intermedie). Dipende dal consumo di acqua, ma – per fare un esempio – basti dire che un dispositivo “slim” di 12 litri si aggira intorno ai 70 cm di altezza, 20 di lunghezza e 36 di profondità. Esistono poi soluzioni che prediligono la larghezza all’altezza, secondo quelle che sono le esigenze dettate dagli spazi.

Dove viene installato l’addolcitore?

L’addolcitore deve essere installato dopo il contatore, poiché è lì che si trova l’entrata principale dell’acqua. Nei pressi deve esservi: (1) una presa elettrica, cui aggiungere eventualmente un interruttore, e (2) uno scarico delle acque, per liberarsi di quelle utilizzate per la rigenerazione delle resine. In fase di montaggio, è possibile prevedere una linea per l’uso di acqua non trattata (ad esempio per raccogliere l’acqua per le piante).

Quando utilizzare l’addolcitore?

La durezza dell’acqua si calcola in gradi francesi (°F) e, perché un’acqua sia mediamente dura, non bisognerebbe superare i 23 °F.

Meglio un addolcitore o altro?

Esistono diversi sistemi contro il calcare, ma uno solo lo elimina in maniera definitiva. Il dosatore di polifosfati, viste le dimensioni, non può intervenire su tutta la linea domestica e, anche così, ha una durata limitata; mentre l’addolcitore magnetico non rimuove il calcare, ma agisce solo sulla forma dei “cristalli”, affinché non si formino all’esterno le incrostazioni. Solo l’addolcitore a scambio ionico agisce sulla causa, rimuovendo gli ioni di calcio e magnesio, ma lasciando intatte le proprietà dell’acqua.

Ogni quanto bisogna cambiare le resine?

Le resine che garantiscono lo scambio ionico hanno una durata molto lunga, che si aggira attorno ai 7-10 anni. Il loro costo è, tutto sommato, limitato: dai 100 ai 300 euro in base alla dimensione dell’addolcitore. Ciononostante questo dispositivo deve essere sottoposto a manutenzione periodica, per garantirne il funzionamento, la bontà dell’acqua e il conseguente risparmio energetico.

L’addolcitore rientra nel Bonus idrico 2021?

No, poiché il bonus idrico 2021 ha lo scopo di abbattere il consumo della plastica, impiagato nell’imbottigliamento dell’acqua. L’agevolazione, dunque, interessa depuratori e frigogasatori (sia domestici, che commerciali).

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